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Quando la politica va in Tv

Quali siano i confini tra la televisione generalista e le responsabilità di pubblico servizio o quali siano le reciproche influenze tra l'evolversi della televisione pubblica e i cambiamenti del sistema politico e istituzionale sono temi di grandissima attualità.

Per suscitare simili dubbi non abbiamo fatto zapping né ci siamo imbattuti in una serata di "Porta a Porta", ma abbiamo letto l'ultimo libro di Franco Chiarenza sulla storia della RAI. Proprio un libro di storia, appunto, che, oltre a dare uno spaccato molto chiaro e dettagliato sull'evoluzione del sistema radiotelevisivo italiano dal 1943 al 1975 nei suoi intrecci tra rapporto politico e sistema dell'informazione, è integrato da una postfazione che ci porta ai giorni nostri, attraverso la descrizione del complesso gioco degli interessi della politica, dell'economia e della burocrazia interna.

Un punto di vista, quello dell'autore, che ci consente di interpretare una parte del cammino politico, sociale e culturale del paese, passando da una RAI intesa come territorio di conquista per i partiti nei suoi primi trent'anni di vita, alla RAI considerata come coprotagonista degli aspetti riferibili alla più profonda natura sociale del consumo culturale (Umberto Febbraro).

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Franco Chiarenza, "Il Cavallo Morente Storia della RAI", pagg. 247, Edizioni Franco Angeli, Euro 19,50.


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