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Il sarcasmo è inglese. Parola di pubblicitario
L'intervista di ".com" alla Procter&Gamble, nel supplemento al quotidiano del 24 giugno, costituisce l'opportunità per rappresentare in uno schema l'orientamento del gusto nel mondo in materia di pubblicità. Gli italiani? Tradizionalisti, per tendenza o per scelta dei reparti marketing delle imprese, ipersensibili al rischio vendite. Pragmatici gli americani e sarcastici gli inglesi: due modi di essere che li portano puntualmente a collezionare ori all'International Advertising Festival di Cannes. Un'analisi o, meglio, una interpretazione dei mali della pubblicità italiana prosegue, sempre su ".com", con l'intervista al regista di "Casomai" Alessandro D'Alatri, che conferma: le agenzie, e per esse i creativi e il marketing, temono la sperimentazione. Non meno critico è Oliviero Toscani che, nella pagina successiva, attacca l'intero sistema. Tutto il supplemento, pagina per pagina, è accompagnato dalla pubblicità Vodafone-Omnitel, testimonial Megan Gale, con l'utilizzo sornione di vocaboli rubati alla pubblicità e, nel contesto, riconducibili alla fisicità della bella australiana. Esempio: mi sento più body che copy. Oppure: mi sento 90" 60" 90". leggi anche "Tutto Cannes su ".com". Per parlare di pubblicità" |
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