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L'ottopermille tra realtà e trasparenza
Direttore creativo e regista della miniserie "ottopermille", realizzata per CEI Conferenza Episcopale Italiana, è stato Stefano Palombi della Saatchi & Saatchi. Seguendo da varie stagioni il cliente CEI, Stefano Palombi ha creato ormai un genere, che, anche in rapporto alla particolarità del committente, andrà analizzato sotto il profilo semiologico e documentato sui risultati d'ascolto. Il merito sta nell'aver trovato un giusto equilibrio narrativo e adeguati registri emozionali, evitando una serie di insidie come pietismo, retorica, ieraticità di maniera. Si è adottata la soluzione di entrare nella cronaca e di dare la parola a chi quella vicenda narrata in trenta secondi l'ha subita per mesi o per anni e ne è finalmente uscito. Positività dunque, ma senza trionfalismi, perché i problemi continuano. E questa è una sincerità apprezzabile da chi vede gli spot. Sono nove i soggetti girati per la campagna di quest'anno. Tra gli elementi di riconoscibilità, e che quindi fanno da denominatore comune all'intera serie, ci sono il tono di voce, lo stile narrativo e la musica di Ennio Morricone, questa volta, rispetto al passato, un po' meno morriconiana e perciò resa più pregevole da una minore enfasi. Il "permille", infine, diventa addirittura un logo riportato, quasi a sorpresa, ora su una maglietta ora su una cassa o su un qualunque oggetto sul quale, per un attimo, insiste la macchina da presa. leggi anche "Quelli della Chiesa Cattolica non sono spot" leggi anche "La vita non sta da un'altra parte" |
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