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Lasciate a casa il computer

A sostenere questa opinione in controtendenza è James Hatfield, art director approdato dall'Inghilterra in J.W.Thompson Milano. Nelle agenzie di Londra i creativi usano pochissimo il computer. L'art director si concentra massimamente sull'idea. Sarà poi il reparto grafico a realizzare il visual. In Italia invece, a causa della sindrome informatica, si rischia di schiacciare sotto il mouse la capacità inventiva. Ma, più in generale, è lo stesso metodo di lavoro in uso nelle nostre agenzie che non libera l'invenzione, dal momento che è troppo "office-based culture". Sempre a Londra, così come negli Usa o in altre città europee, racconta ancora Hatfield, nessuno si scandalizza se un creativo diserta l'ufficio e va a meditare/lavorare in un parco o tra la gente o addirittura a casa propria. Perché il lavoro, appunto, non è "office-based culture".

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In margine all'inchiesta "Creativi d'importazione", su Pubblico 28.01.02, n. 929


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